chenopodium album

farinaccio -- farinello -- spinacio selvatico

 

 Pianta erbacea che può superare il metro di altezza: ha la radice fittonosa, fusto eretto ramificato a piramide conica. Le foglie sono alterne romboidali leggermente dentate lunghe 3 - 6 cm. di color verde pallido tendente al biancastro. I fiori bianco verdastri sono molto piccoli e insignificanti radunati in infiorescenze globose.

 Contiene ferro e vitamina B1; non è usata in erboristeria.

 

 

Uso in cucina: Resti di questa pianta sono stati trovati in villaggi neolitici di tutta Europa. I suoi semi facevano anche parte dell'ultimo pasto rituale che era stato somministrato all'uomo di Tollund, cioè l'uomo preistorico il cui cadavere, perfettamente conservato, era stato ritrovato (incluso il contenuto dello stomaco) in uno stagno in Danimarca, nel 1950.
Più o meno l'intera pianta è buona e gustosa: gli Indiani nordamericani ne mangiavano i semi maturi, macinandoli nel cibo. Si possono anche usare nell'impasto per fare il pane. Le foglie sono molto buone in insalata, aggiungendovi anche i semi della pianta stessa. I nuovi germogli si possono sempre raccogliere, anche dalla cima di una pianta matura. L'unico che può risultare un po' indigesto e quindi non si presta a essere cucinato è il gambo.